Open Journal System

Forse non tutti sanno che la maggior parte del lavoro necessario per la pubblicazione di lavori scientifici lo fanno gli accademici, nel senso che non solo scrivono ma fanno anche gli Editor e i Reviewer e perfino i Proofreader (cioe’ controllano parola per parola il prodotto finale). In passato le case editrici facevano il lavoro di stampare su carta e vendere (per lo piu’ alle biblioteche). Il costo finale varia molto ma sicuramente certe case editrici han fatto e continuano a fare enormi profitti.

Nel 21simo secolo la storia cambia, o almeno dovrebbe cambiare, perche’ la necessita’ di metter su carta e’ sparita. Una volta che i documenti sono disponibili elettronicamente il lettore stampa solo quello che vuole e quando lo vuole a casa o in ufficio.

Molte riviste sono nate che funzionano senza bisogno di una case editrici e il modello piu’ diffuso e’ quello di far pagare agli autori una somma per ciascun articolo pubblicato e poi rendere l’accesso libero. A vincere chiaramente son le biblioteche che non sono piu’ costrette a pagare grosse cifre, anche se ci vorra’ tempo per liberarsi dei vincoli esistenti, spesso per esempio i contratti sono per molti anni e danno acesso a gruppi di giornali e cosi via.

Un altro ostacolo non e’ quello delle case editrici ma delle organizzazioni scientifiche stesse, cioe’ gli accademici. Purtroppo spesso possedere una rivista e’ la fonte economica fondamentale di queste associazioni (che spesso sono charities o comunque non-for-profit). E’ un paradosso ma i ricercatori stessi si trovano qui a voler mantener in piedi un modello che produce un grosso profitto per le case editrici (a scapito delle Universita’) solo perche’ ricevono una fetta della torta.

Un altro tema dibattuto e’ quanto costi pubblicare. Alcune riviste chiedono centinaia di dollari, quindi non si tratta di somme irrisorie. Il fatto e’ che i costi cambiano molto a seconda di come uno organizza la rivista e anche sulla base dei cambi nella tecnologia. Per esempio visto che uno dei costi piu’ alti e’ quello del personale, dipende dalla nazione in cui gli uffici si trovano e dal cambio. Inoltre il software ormai puo’ fare il 90% di quello che pochi anni fa si faceva di persona, incluso per esempio generare un pdf formattato da un file di testo.

Non c’e’ piu’ bisogno di sviluppare software ad hoc per mandare avanti una rivista scientifica. Ci sono soluzioni open source che non costano nulla e sono molto sofisticate. Voglio citare qui il Public Knowledge Project perche’ mi sembra una risorsa fantastica. Questo progetto ha creato sia il Open Conference Systems (OCS) che il Open Journal Systems (OJS). Come dicono i nomi uno e’ per conferenze e uno e’ per riviste.

Infine, ecco qui il link:
http://pkp.sfu.ca/

saluti (che fatica scivere in Italiano! Non ci sono piu’ abituato, scusate gli eventuali errori)
MB

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